Materiale necessario
- Fiala di GHK-Cu liofilizzato, portata a temperatura ambiente prima dell’apertura per evitare condensa.
- Acqua sterile per uso di laboratorio oppure acqua batteriostatica (con alcol benzilico allo 0,9%) se la soluzione verrà prelevata più volte.
- Siringhe o micropipette sterili e graduate, salviette con alcol isopropilico, guanti.
- Provette sterili per aliquote, etichette e un pennarello indelebile.
La procedura in sei passaggi
- Calcola prima la concentrazioneDecidi quanti mg/mL ti servono e ricava il volume di solvente con la tabella qui sotto. Scrivilo sull’etichetta prima di iniziare.
- Disinfetta i tappiPassa l’alcol sul tappo della fiala e su quello del solvente e lascia asciugare.
- Aggiungi il solvente lungo la pareteInserisci l’ago inclinato e fai scendere l’acqua sul vetro, non direttamente sulla polvere.
- Sciogli con delicatezzaRuota la fiala fra le dita. Non agitare con forza: la schiuma favorisce l’ossidazione. Il GHK-Cu, molto idrofilo, si scioglie in genere in meno di un minuto [1].
- Controlla l’aspettoLa soluzione deve essere limpida e di un blu intenso. Particelle, torbidità o un colore verdastro sono segnali da annotare.
- Dividi in aliquoteSe non userai tutto subito, ripartisci la soluzione in provette monouso e conservale come indicato nella pagina su conservazione e stabilità.
Tabella delle concentrazioni
| Fiala | Solvente | Concentrazione | GHK-Cu in 0,1 mL |
|---|---|---|---|
| 50 mg | 2 mL | 25 mg/mL | 2,5 mg |
| 50 mg | 2,5 mL | 20 mg/mL | 2 mg |
| 50 mg | 5 mL | 10 mg/mL | 1 mg |
| 100 mg | 5 mL | 20 mg/mL | 2 mg |
| 100 mg | 10 mL | 10 mg/mL | 1 mg |
La formula è sempre la stessa: concentrazione (mg/mL) = mg nella fiala ÷ mL di solvente. Una soluzione a 10 mg/mL corrisponde all’1%, il punto di partenza più comodo per preparare diluizioni in percentuale.
Dalle soluzioni madre alle concentrazioni di lavoro
Per gli esperimenti su cellule, che richiedono concentrazioni nanomolari [2], conviene preparare diluizioni seriali 1:100 o 1:1000 in tampone o terreno. Partendo da 10 mg/mL (circa 25 mM), due diluizioni 1:1000 successive portano a circa 25 nM. Usa un puntale nuovo per ogni passaggio e annota ogni fattore di diluizione.
Errori frequenti
| Errore | Conseguenza | Come evitarlo |
|---|---|---|
| Solvente basico o tampone ossidante | Idrolisi e degradazione del peptide [1] | Lavorare fra pH 4,5 e 7,4 |
| Agitazione energica | Schiuma, ossidazione | Movimenti rotatori lenti |
| Chelanti nel tampone (EDTA) | Il rame viene sottratto al peptide | Tamponi senza chelanti |
| Ricongelare più volte | Perdita di attività | Aliquote monouso |
Questa procedura descrive la preparazione di un reagente per esperimenti in vitro o su modelli autorizzati. Non è una guida all’autosomministrazione.
Bibliografia
- Badenhorst T., Svirskis D., Wu Z. Physicochemical characterization of native glycyl-L-histidyl-L-lysine tripeptide for wound healing and anti-aging: a preformulation study for dermal delivery. Pharmaceutical Development and Technology, 2016. PubMed 25384620
- Maquart F.X. et al. Stimulation of collagen synthesis in fibroblast cultures by the tripeptide-copper complex glycyl-L-histidyl-L-lysine-Cu2+. FEBS Letters, 1988. PubMed 3169264
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